Quantcast
LiguriaNews Genova24 Voce del Tigullio Città della Spezia Voce Apuana

“Torneremo alle origini per ripartire ancora più forti. Confermato lo staff dirigenziale”

Il presidente della Virtus Entella: "Impareremo dagli errori cercando di capire dove abbiamo sbagliato"

La Virtus Entella saluta la serie B al termine della gara persa contro il Vicenza. Il presidente Antonio Gozzi, tramite una lettera apparsa sul sito ufficiale dichiara: analizza la stagione iniziata male e finita peggio.

“Torneremo a giocare in Lega Pro, è arrivata anche la certezza matematica, ma questo non significa che le prossime tre gare potranno essere affrontate senza senso di responsabilità, attaccamento alla maglia e dignità. Lo pretenderò da tutti e lo dirò con chiarezza ai giocatori. Da quando sono presidente ho considerato l’Entella “Més que un club”. Una società che si sforza di produrre valori, stili di gioco, senso dell’etica e della morale. Uno spirito globale che supera il mero atto sportivo. E la nostra Cantera non è mai stata solo una fabbrica di talenti calcistici, ma una realtà utile per far crescere i nostri giovani in campo e nella vita. Anche per questo l’attaccamento della famiglia Gozzi non è in discussione e il nostro approccio non cambierà”.

“Vogliamo continuare ad essere una cassa di risonanza capace di rappresentare e dar voce al nostro territorio sulla ribalta nazionale. Siamo orgogliosi del legame forte creato con quei tifosi che credono in noi e con le aziende che ci sponsorizzano, tutti membri insostituibili della nostra idea di Entella – aggiunge – I risultati sono stati negativi, ma non si può vincere la Champions League tutti gli anni. I sostenitori che ricordano la polvere dei campi dell’Eccellenza sono consapevoli dell’eccezionalità di questo periodo. Le squadre di città molto importanti come Bari, Catania, Palermo, Perugia, Padova e Trieste in categoria inferiore aiutano a capire il lavoro straordinario portato avanti in questi anni dall’Entella, che è rimasta per sei campionati su otto in serie B”.

“Voltiamo pagina, ma si riparte con la squadra dirigenziale che ho scelto e cresciuto con cura e che è con me da moltissimo tempo. Ho dato fiducia a questi uomini e loro l’hanno sempre ripagata. Matteazzi, Superbi, Montali, Rosso, Volpe Gerboni e i loro collaboratori sono la mia squadra e non la cambierei per nulla al mondo. Lavorano bene insieme, si stimano, remano tutti nella stessa direzione grazie a una cultura comune che è quella della competenza, del merito, della lealtà, del rispetto delle regole e dell’attaccamento ai colori sociali – prosegue – Un’organizzazione che funziona deve essere flessibile ma anche resiliente, nel senso che deve saper resistere e mantenere la calma nelle difficoltà. Bisogna sempre credere al progetto comune e non mollare mai perché se si sopravvive ai momenti peggiori tutto può ancora succedere. Si cresce e si cambia in meglio con la consapevolezza dell’esperienza acquisita”.

“Ho vissuto la mia vita così, e ho cercato di trasmettere questa convinzione a quelli che lavorano con me, dai dirigenti ai tecnici, dai giocatori di tutte le leve fino ai magazzinieri. A tutti ripeto che ogni giorno devono entrare in sede o in campo orgogliosi della maglia che indossano perché dell’Entella si parlerà ancora a lungo come uno degli episodi più belli e importanti di un calcio italiano pericolosamente alla deriva e affogato dai debiti – sottolinea – Dagli errori si deve trarre insegnamento e noi lo faremo cercando di capire dove abbiamo sbagliato. Lo faremo per ripartire ancora più forti, secondo il nostro modello. E torneremo alle origini. Anche per questo il ritiro estivo sara’ a Tavarone nell’ entroterra. Ripartiamo dalla nostra identità, dal nostro senso di appartenenza e dall’ attaccamento alla maglia lavorando senza tregua per fare bene nella prossima stagione”, conclude.