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Diga Perfigli, FdI: “Auspichiamo un progetto che tenga in considerazione le esigenze del territorio”

Bo e Molinari: "Al fiume va restituito, prima di tutto, uno sbocco adeguato al mare".

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“Nelle ultime settimane abbiamo assistito all’ennesimo balletto e rimpallo nell’annosa vicenda a tutti nota come “diga Perfigli”. Non siamo ancora all’epilogo, ma il tempo scorre inesorabile”: ricorda Carla Bo, esponente lavagnese di Fratelli d’Italia.

“Dopo un interessante incontro con i vertici provinciali, abbiamo deciso di affiancare i cittadini in questa difficile battaglia, che ha come scopo certamente quello di ottenere un progetto efficace di mitigazione del rischio idrogeologico per la piana dell’Entella, che tenga conto però delle situazioni territoriali ed ambientali attuali. Il comitato “Piana dell’Entella”, che riunisce numerosi proprietari dei terreni siti lungo la sponda del fiume, ha presentato un ricorso al TAR contro gli espropri attuati per dare il via ai lavori di costruzione e quest’ultimo ha riscontrato un difetto di giurisdizione, rimandando al Tribunale Superiore delle Acque la competenza e prevedendo altri tre mesi per la riassegnazione del ricorso”.

“Il Consiglio Comunale di Lavagna, nella seduta del 9 aprile, ha votato all’unanimità (usciti dall’aula i consiglieri di Officina Lavagnese) la delibera contenente la richiesta alla Città Metropolitana di sospensione, per 180 giorni, dell’esecuzione dell’opera e l’affidamento di uno specifico studio al DISTAV di UNIGE sulla barra fociva dell’Entella, finanziato dalla stessa Città Metropolitana. A seguito poi degli esiti dello studio, si ipotizza di attivare (si spera) il recesso dall’accordo di programma relativo all’esecuzione dell’opera. Questo passaggio dell’Amministrazione Comunale rappresenta un passo avanti, nella giusta direzione, rispetto alla situazione che sembrava destinata ad un triste epilogo. Nei giorni scorsi, invece, la Città Metropolitana ha disposto una nuova valutazione in merito alla possibilità di ridurre l’altezza delle eventuali arginature, ignorando completamente le richieste dell’amministrazione lavagnese. Il paradosso finale è che questa valutazione viene affidata agli stessi studi di ingegneria che già avevano collaborato alla definizione del progetto diga Perfigli”.

“Al fiume va restituito, prima di tutto, uno sbocco adeguato al mare, poi si possono prevedere ed attuare interventi di mitigazione di rischio idrogeologico, non solo sul tratto di fiume che riguarda Lavagna e Chiavari ma anche nelle zone più interne, perché tutto il bacino deve essere monitorato e curato. Siamo solidali con tutti coloro che si sono esposti, hanno investito tempo e denaro per questa causa e portano avanti quotidianamente temi importanti come la sicurezza e la salvaguardia dell’ambiente e rinnoviamo la nostra disponibilità a promuovere azioni di sostegno e di sollecito”, prosegue Alex Molinari, presidente del Circolo Territoriale “Terre dell’Entella” di Fratelli d’Italia.

“Nei giorni scorsi veniva da più parti ricordato che occorre conoscere la portata della piena del 2014, dato attualmente non disponibile: per un progetto efficace, la stima dovrebbe essere fatta con precisione e basandosi su dati recenti. Ci sembra evidente, ragionevole e necessario quindi che il piano di bacino venga rivisto, pertanto
auspichiamo che Arpal renda noti i dati e che su questi si fondino gli studi commissionati – concludono i due esponenti di Fratelli d’Italia – Ci auguriamo che il buon senso prevalga e che ciascuno faccia la sua parte, nei vari ambiti, per la salvaguardia del bene comune”.

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