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“Una memoria che respinga i crimini fascisti e comunisti”

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Questa mattina, in videoconferenza, si è svolta la seduta solenne del consiglio regionale dedicata al Giorno del Ricordo, cerimonia istituita dalla legge regionale 24 dicembre 2004 n.29 “Attività della Regione Liguria per l’affermazione dei valori della Memoria del Martirio e dell’Esodo dei Giuliano Dalmati”. La seduta ha ospitato l’orazione di Franco Papetti, presidente dell’associazione Fiumani italiani nel mondo, nato a Fiume da famiglia fiumana da generazioni, titolare di un’attività commerciale fondata nel 1858 che durò fino al 1945 quando fu nazionalizzata.

“Le foibe – ha osservato – furono quindi una strage etnico-politica, come sottolineato dai Presidenti italiani nel Giorno del Ricordo, a partire da Giorgio Napolitano e vieppiù ribadito dal Presidente Mattarella lo scorso anno. Quello di Tito era un progetto politico-nazionalistico finalizzato ad annettere alla nuova Jugoslavia tutta la Venezia Giulia togliendo di mezzo quella classe dirigente che avrebbe potuto difendere l’italianità di quelle terre. Quante furono le vittime? I numeri sono diversi ma mai si avrà una stima definitiva. Furono 5.000, 8.000/10.00 come affermato dalle truppe anglo-americane di occupazione? Furono vittime innocenti. Ecco perché continuano ad essere oggetto di discussione anche perché nonostante l’approvazione del “giorno del ricordo” continuano a circolare tesi negazioniste, riduttiviste o giustificazioniste in barba alla risoluzione del Parlamento europeo di Strasburgo del 19 settembre 2019 che con 535 voti a favore, 66 contrari e 52 astenuti abbia riconosciuto il retaggio comune di tutti i popoli europei dei crimini commessi dalle dittature comuniste e naziste con omicidi di massa, genocidi e deportazioni. Ecco perché chiede l’affermazione di una cultura della memoria condivisa che respinga i crimini fascisti e comunisti”.

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