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Impianti sportivi, Anzalone: “Regione e Comune hanno fatto il massimo”

Il vice capogruppo di Cambiamo: "A stoppare l'attività degli impianti sportivi non siamo stati noi, ma il Governo"

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“L’impatto della pandemia sulle vite di tutti noi ha cambiato il nostro modo di vivere e socializzare. Questo ha avuto un riflesso, purtroppo, anche sulle attività lavorative e professionali di tante persone e di tante aziende, causando chiusure temporanee in alcuni casi e definitive, o quasi, in altri”: così Stefano Anzalone, vice capogruppo di Cambiamo! in consiglio regionale.

“Tra le realtà maggiormente colpite da questa crisi economica sicuramente ci sono quelle a carattere sportivo. – dice Anzalone – Palestre, piscine e impianti sportivi in generale sono stati identificati come strutture ad alto rischio di contagio e la conseguenza è che la loro attività è stata fermata a tempo indeterminato, causando un danno economico ingente alle aziende e al personale che ci ha sempre lavorato. Proprio per questo accogliamo con preoccupazione la recente notizia che l’impianto sportivo Crocera Stadium di Sampierdarena e la piscina comunale di San Fruttuoso vadano incontro a una chiusura temporanea. Vogliamo auspicare che la loro riapertura possa verificarsi nel minor tempo possibile, vista anche l’importanza sociale che queste strutture rivestono come presidi del territorio”.

“Ci preme, però, sottolineare come gli enti locali abbiano fatto tutto quello che era nelle proprie possibilità per sostenere gli impianti che sono forzatamente finiti in questa situazione di estrema difficoltà. – prosegue ancora Anzalone – Regione Liguria ha garantito aiuti alle aziende in difficoltà e anche il Comune di Genova ha deciso di esentare dall’integrale pagamento dei canoni per il 2020 le associazioni titolari di contratti di locazione sul civico patrimonio. Uno stanziamento totale di 1 milione di euro, da parte della Giunta comunale, che ha consentito di mettere in atto queste agevolazioni”.

“A stoppare l’attività degli impianti sportivi non siamo stati noi, ma il Governo; – conclude il consigliere regionale arancione – da una parte ha imposto le chiusure con i numerosi Dpcm che ben conosciamo, ma dall’altra non ha ancora fornito ristori adeguati a queste aziende che ora rischiano moltissimo. Regione Liguria e Comune di Genova hanno fatto il massimo, ma adesso tocca al Governo trovare le risposte e le risorse che queste aziende e i loro lavoratori meritano di ricevere”.

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