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Buccilli: “Ecco le proposte di Civica per imprese e tributi locali a Recco”

I comuni, nell’ambito dell’autonomia regolamentare a loro attribuita dall’articolo 52 del Decreto Legislativo n. 446/97, sono chiamati a stabilire l’aliquota da applicare all’imposta sugli immobili diversi dall’abitazione principale e la misura percentuale di compartecipazione all’addizionale Irpef.

L’esercizio della potestà regolamentare da parte dei comuni in materia di fiscalità locale deve avvenire entro il termine indicato per deliberare l’approvazione del bilancio di previsione (quest’anno è stato prorogato al 31 marzo p.v.)
Tra i compiti del Consiglio comunale vi è anche quello di approvare il Piano economico finanziario del servizio integrato dei rifiuti urbani, che determina il calcolo della Tari.

L’aliquota ordinaria Imu stabilita dalla legge è pari all’8,6 per mille e può essere aumentata sino al 10,6 per mille.
Così ha fatto il Comune di Recco per l’anno d’imposta 2020.
Civica ha proposto che venga deliberata l’aliquota del 9,6 per mille, un punto percentuale inferiore a quella oggi applicata.
Si tratta di una proposta compatibile con gli obiettivi di finanza pubblica assegnati al Comune di Recco e che, per essere realizzata, richiederebbe la riduzione della spesa destinata a finanziare iniziative extra istituzionali e dal contenuto effimero (spesa lievitata di molto nel corso dell’ultimo biennio).
Al sindaco abbiamo poi richiesto che vengano confermate le riduzioni e le esenzioni già previste per le abitazioni concesse in comodato d’uso gratuito tra genitori e figli, per gli immobili inagibili e inabitabili nonché per quelli vuoti in quanto posseduti da anziani e disabili ricoverati in case di riposo o di cura.
La legge di Bilancio 2021 ha previsto l’esonero della prima rata dell’Imu per le attività legate ai settori del turismo, della ricettività alberghiera e dello spettacolo.

Con riguardo alla Tari, fermo restando la copertura integrale dei costi di gestione del servizio di igiene urbana, abbiamo richiesto che vengano confermate le agevolazioni introdotte dalla legislazione emergenziale.
Dovrà inoltre essere favorito l’accesso alle misure stabilite dalla legge a favore dei soggetti economicamente più fragili o resi tali da patologie croniche.
Ci riferiamo al bonus per le persone con un Isee non superiore a 8 mila e 265 euro, per le famiglie con almeno quattro figli a carico e un Isee che non superi i 20 mila euro, per i titolari di reditto o pensione di cittadinanza e per il nucleo familiare composto da un soggetto la cui vita dipende dall’utilizzo di apparecchiature alimentate con energia elettrica.

Gli strumenti di regolazione comunale dovranno inoltre contenere le novità introdotte dalla legge di Bilancio 2021, la quale prevede per i pensionati residenti all’estero la riduzione del 50 per cento dell’Imu per una sola unità immobiliare a uso abitativo e il pagamento della Tari in misura ridotta dei due terzi.

In materia di addizionale comunale Irpef, Civica ha proposto di introdurre una soglia di esenzione per le persone fisiche il cui reddito imponibile non superi l’importo di 15 mila euro e un sistema di aliquote (dallo 0,5 allo 0,8 per cento) differenziate in scaglioni di reddito identici a quelli stabiliti dalla legge statale ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.
Oltre a salvaguardare i soggetti a basso reddito, la proposta di Civica consente di ripartire l’onere contributivo sulla base del principio della progressività.