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Bilancio Regionale, Cambiamo: “Progettiamo un futuro di sviluppo”

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Messa in sicurezza del territorio, opere infrastrutturali pubbliche, turismo, innovazione, formazione, riqualificazione ambientale e paesaggistica: nonostante il periodo storico caratterizzato dalle difficoltà derivanti dal Covid, il Bilancio di Regione Liguria relativo al triennio 2021/2023, conterrà un’importante quota di risorse destinata a supportare i precedenti investimenti, grazie agli oltre 85 milioni di euro messi in programma attraverso il Fondo Strategico Regionale.

“Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto a sostegno della nostra regione e delle specifiche che caratterizzano l’approvazione del bilancio di previsione per i prossimi tre anni. Per il 2021 abbiamo stanziato risorse per un totale di 31.7 milioni di euro, 16.8 milioni per l’anno successivo e nel 2023 arriveremo a destinare al Fondo Strategico Regionale un ulteriore milione e 600 mila euro. – dichiara Lilli Lauro presidente della Prima Commissione, Affari Generali, Istituzionali e Bilancio di Regione Liguria – Gli investimenti saranno programmati negli ambiti più strategici, partendo dal risanamento idrogeologico, passando per la riqualificazione del territorio e dei centri urbani, sino ad arrivare agli interventi su infrastrutture e opere pubbliche dell’innovazione.”

“Le risorse rimanenti verranno impiegate per sostenere investimenti in campo culturale, di impiantistica sportiva, di riqualificazione urbana e di turismo e digitalizzazione. – prosegue la consigliera regionale di Cambiamo! – Occorre tenere presente, inoltre, che la legge di stabilità nazionale ha promosso un nuovo filone di investimenti e da qui al 2034 la Liguria potrà programmare finanziamenti per un totale che supera i 130 milioni di euro. Nei prossimi anni, dunque, potremo approntare investimenti per circa 90 milioni di euro che verranno incanalati nella realizzazione delle opere infrastrutturali più importanti, riguardanti la rigenerazione urbana dei centri storici, in primis il centro storico genovese, la viabilità minore e le strade dell’entroterra. Il tutto senza dimenticare l’edilizia scolastica, la ricerca e l’innovazione”.

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