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Ultimo aggiornamento ore 20.45 del 7 Aprile 2020

"Chiediamo un cambiamento radicale della riforma dell’esame di stato"

La richiesta da parte di una squadra di laureati in psicologia

`Chiediamo un cambiamento radicale della riforma dell’esame di stato`
Liguria - "Ad oggi la figura dello psicologo che raffigura tra le professioni sanitarie non è stato considerato nelle modalità giuste per aiutare non solo oggi l’emergenza ma soprattutto lasciando in sospeso i giovani laureati che stanno finendo il loro percorso per fare l’esame di stato e l’abilitazione. Chiediamo un cambiamento radicale della riforma dell’esame di stato che sia più simile alle altre figure sanitarie che hanno accesso alla loro professione , attraverso un percorso per l’iscrizione all’albo più flessibile potendo lavorare in modo più tempestivo.
Lo stato attuale dell’esame di stato è arcaico, modalità di prove che riguardano studi già effettuati durante gli anni universitari, la riforma va cambiata perché non è attuale rispetto alle altre figure sanitarie in Italia e lontana dalle normative vigenti per l’abilitazione degli psicologi negli paesi dell’Unione Europea": così una squadra di laureati in psicologia.

"In riferimento all’emergenza sanitaria COVID-19 chiediamo al MiUR e al CNOP di disciplinare in modo uniforme, attraverso disposizioni generali e valide su tutto il territorio nazionale, l’indizione e l'effettuazione dell’esame di stato (sessioni di giugno e novembre 2020) per tutti i laureati che stanno svolgendo e che hanno terminato il tirocinio post-lauream; di modificare la struttura dell’Esame di Stato delle sessioni dell’anno corrente in una unica prova orale in versione telematica sul Codice Deontologico, previa redazione di una relazione finale sull'esperienza di tirocinio; di rendere valevoli, considerando tutti i tirocini post-lauream avviati e conclusi, sanandoli, indipendentemente dalle ore già fatte o rimanenti, in modo da sopperire alle assenze accumulate a causa dei blocchi e delle sospensioni indette a causa dell'epidemia e reagire all’esigenza sopra descritta con provvedimenti eccezionali, senza che si perdano ingiustamente le sessioni, e permettere la valorizzazione ed il più celere sostegno della nostra figura professionale agli altri colleghi delle professioni sanitarie che sono già in prima linea".

"Chiediamo inoltre che venga modificato a lungo termine le modalità per l’Esame di Stato.
Per ovviare alla legislazione attuale disciplinante la materia su base nazionale e dare voce alla raccolta firme effettuata a mezzo petizione online e firma depositata in prefettura di riformare cioè l’Esame di Stato a sole due prove, invio della relazione valutativa sul tirocinio professionalizzante effettuato, e colloquio sul Codice Deontologico degli Psicologi, per evitare allungamenti e ripetizioni nella formazione (dato che non è sostenibile per il nostro sistema che candidati respinti a prove successive alla prima, siano obbligati a ripetere l’esame da capo) - aggiunge la nota - proponendo di proseguire all’adempimento del contributo “tasse d’iscrizione all’esame di stato per psicologi” che sia possibilmente concordato a livello nazionale, per evitare iniquità regionali e disparità fra Atenei - prosegue la nota - Ben consci, cioè, del fatto che il percorso formativo per la nostra professione, in quanto professione sanitaria, richieda specializzazione, serietà e costanza, riteniamo che l'obiettivo di selezionare e abilitare psicologi preparati e all’altezza delle continue sfide della pratica della professione, non possa essere raggiunto in modo efficiente ed efficace a causa delle caratteristiche attuali di Esame di Stato e tirocinio professionalizzante, frutto di epoche e tempi superati".

"Per tutte le ragioni sopra indicate, per le considerevoli ma limitate conquiste precedenti ed il riconoscimento a tutti gli effetti della nostra categoria come professione sanitaria, a prescindere dall’emergenza in corso, invitiamo gentilmente ad uno sforzo celere, concreto, consistente e lungimirante il Legislatore, gli Ordini e le Università, per adeguare e ammodernare l’ordinamento della nostra professione, obiettivo per il quale ci rendiamo disponibili al dialogo e al confronto in fase di revisione e stesura. Auspichiamo cioè che la riforma dell’esame di stato consista in sole due prove e cioè una relazione sull’esperienza di tirocinio (saper essere e saper fare) e un colloquio su deontologia professionale. Solamente così riteniamo possano essere abilitati psicologi di cui si siano valutati nel corso della formazione la teoria (durante il quinquennio universitario), le competenze nel campo (con tirocinio) e gli standard di professionalità e deontologia. Ciò permettere di snellire le pratiche, l’iter, ed evitare ridondanti prove e sforzi burocratici in senso di una valutazione che ad oggi non è adeguata né efficace né efficiente nel selezionare gli abilitati", conclude la squadra di laureati in psicologia. 
Mercoledì 25 marzo 2020 alle 16:20:37
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