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Sciopero dei benzinai, il Governo preme per garantire il servizio

Questo pomeriggio il Ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli convoca una "conference - call" con le associazioni di categoria dei benzinai

governo al lavoro con i sindacati
Sciopero dei benzinai, il Governo preme per garantire il servizio
Liguria - Continua a tenere banco il fronte del possibile sciopero dei benzinai. Da stasera potrebbero chiudere ben 460 stazioni di servizio autostradali, compresi raccordi e tangenziali, e la paura è che nei giorni a venire lo stop possa allargarsi ai 23.000 impianti di tutta la rete italiana. A prendere la parola sono i sindacati del settore che dichiarano come in queste condizioni non siano in grado di assicurare sicurezza sanitaria e sostenibilità economica del servizio. Un sindacato importante quello dei benzinai, che comprende tra l'altro oltre 100.000 persone, che finora hanno lavorato senza aver ricevuto l'ausilio di mascherine o guanti protettivi.

Il problema è al centro dei pensieri del Governo Italiano. Lo stop dei rifornimenti finirebbe per paralizzare i trasporti necessari per il Paese mettendolo di fatto in ginocchio. Una situazione che ora come ora l'Italia, impegnata con tutta la sua forza contro il Coronavirus, non sarebbe in grado di fronteggiare. E' intervenuto anche il Garante per gli Scioperi che chiede la revoca del serrate, ma le associazioni di categoria hanno risposto che non si tratta di sciopero bensì dell'impossibilità di garante il servizio. Sulla questione è intervenuto anche il presidente Conte che dichiara: "Mi auguro che queste minacce vengano ritirate, noi garantiremo i servizi essenziali. Invito tutti a soprassedere".

I ministri dei Trasporti e dello Sviluppo economico, Paola De Micheli e Stefano Patuanelli, premono per un’intesa tra i concessionari autostradali e i benzinai che garantisca almeno l’apertura alternata degli impianti e in ogni caso i self service. Ma la soluzione potrebbe essere un’altra.

Molti impianti di rifornimento superano la soglia di fatturato da 2 milioni di euro al di sotto della quale c’è la sospensione delle scadenze fiscali. Far ricadere anche loro, ad esempio senza calcolare nel fatturato il peso di accise e iva, potrebbe far rientrare la protesta. Nella serata di ieri sembrava che la stessa potesse quindi rientrare, anche se i sindacati lamentano un crollo dei consumi di carburante addirittura pari al 90% da quando sono in vigore le norme restrittive del DPCM.

Per cercare di risolvere il tutto prima della deadline di questa sera il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha convocato per questo pomeriggio un'importante conference call con i presidenti delle associazioni di categoria dei distributori di carburanti.

Intervenendo ieri sera all'edizione del TG5 il premier Conte ha poi ribadito: " Troveremo una soluzione con la ministra De Micheli. Ma non possiamo consentire che si arrivi a un'interruzione di questo pubblico servizio".

«Siamo impegnati a rimanere aperti e a mantenere il servizio, ha detto mercoledì mattina Alessandro Zavalloni, segretario generale della Fegica Cisl (Federazione Italiana Gestori Carburanti e Affini). «Da oltre un mese abbiamo provato quotidianamente a segnalare che ci sono delle esigenze ovvie che, per un verso il governo, per l’altro le compagnie petrolifere, per l’altro ancora dei concessionari autostradali, devono assumere altrimenti il rischio è che questo servizio si interrompa, non per sciopero, ma perché chi gestisce oggi una pompa di benzina non ha più liquidità. Invece da questo punto di vista non abbiamo ricevuto neanche una risposta alle nostre sollecitazioni, neanche sulla tutela della salute e della sicurezza», aggiunge Fegica intervenendo sulle colonne del Corriere della Sera. «Le aziende petrolifere si sono totalmente disinteressate al fatto che non è possibile scaricare tutto l’onere sulle micro-imprese. Si rischia di chiudere perché stanno esaurendosi le scorte sottoterra, non abbiamo liquidità per acquistare e le compagnie non portano il prodotto se non vengono pagate sull’unghia. Chiediamo la sospensione temporanea del pagamento del prodotto. Nell’emergenza c’è bisogno di strumenti di emergenza, abbiamo provato a chiedere delle turnazioni. Non siamo eroi, non siamo martiri, ma non vogliamo neanche essere carne da macello per strada. Vogliamo credere che quando il Presidente del Consiglio dice non consentiremo la chiusura dei gestori di carburante, vuol dire che lavorerà con le compagnie petrolifere e i concessionari autostradali per tutelare chi lavora e tutte le persone che riforniamo: forze dell’ordine, medici, infermieri. E per cedere parte delle royalties che oltre ai pedaggi incassano in maniera fissa, al di là di quanto vende. Non è possibile scaricare tutto sull’ultimo anello della filiera, il piccolo gestore della pompa di benzina»
Mercoledì 25 marzo 2020 alle 12:50:12
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