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Ristorazione, spiragli per riaperture serali: possibile metà maggio

Lo scenario più probabile è che la settimana ventura uscirà un nuovo decreto legge che regolerà i comportamenti dal 3 maggio

“Vogliamo date certe per poter programmare. Senza quello si rischia di non riuscire a lavorare anche quando si ripartirà”. Il mantra degli esercenti e commercianti è il medesimo in tutta Italia, ribadito recentemente anche nelle manifestazioni di Genova e Sarzana. Il resto lo hanno fatto le Regioni, in pressing sul Governo centrale che comunque sta valutando, effettivamente, di accordare le prime vere aperture da maggio.

Oggi si riunisce la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per l’aggiornamento delle linee guida per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative e domani toccherà alla cabina di regia del Governo, presieduta dal premier Mario Draghi. Lo scenario più probabile è che la settimana ventura uscirà un nuovo decreto legge che regolerà i comportamenti dal 3 maggio in poi, in modo non dissimile dallo scorso anno.

Cosa è lecito aspettarsi? L’Esecutivo pensa ad aprire in modo graduale con il ritorno alla zona gialla che permetterà a bar e ristoranti di riaprire a pranzo, e da metà maggio anche a cena con regole molto stringenti al chiuso e più libere all’aperto magari consentendo soltanto consumazioni al tavolo. Per il settore sportivo ci ha pensato il Cts a fissare i paletti per la riapertura: distanziamenti da due metri nelle palestre, da 10 metri quadrati in piscina. Parrucchieri aperti anche in zona rossa e coprifuoco che, con l’apertura dei locali in serata, dovrebbe scattare per forza dopo le 22. Per gli spettacoli si pensa a un massimo di 500 persone al chiuso e mille all’aperto.