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Confesercenti lancia la petizione “Portiamo le imprese fuori dalla pandemia”

Questo mercoledì è prevista una giornata di mobilitazione nazionale: "Chiediamo un piano per la riapertura"

Una giornata di mobilitazione diffusa in tutta Italia per chiedere al governo un “Decreto Imprese” con sostegni adeguati alle perdite realmente subite, credito immediato e un piano per permettere finalmente di riaprire in sicurezza: è il senso della manifestazione “Portiamo le imprese fuori dalla pandemia”, indetta per domani – mercoledì 7 aprile – da Confesercenti per dare voce, attraverso iniziative in tutte le regioni italiane, alle necessità e alle richieste delle attività economiche.

“Restituiteci il futuro, vogliamo tornare a lavorare e lo possiamo fare in sicurezza” è il messaggio lanciato da Confesercenti, che evidenzia come ogni giorno trascorso in zona rossa costi al paese la perdita di 80 milioni di fatturato, e sottolinea che le imprese sono il motore dell’economia e del lavoro, e solo facendole ripartire, si può pensare di far ripartire l’Italia.

“Le nostre non sono semplici lamentele, bensì proposte serie e ponderate – spiega Marco Benedetti, presidente di Confesercenti Liguria –. Anche grazie alle migliaia di firme che stiamo raccogliendo da parte di operatori e cittadini, ci aspettiamo ascolto e risposte concrete. Senza provvedimenti seri ci troveremo, in autunno, magari con la pandemia sotto controllo, ma con decine di migliaia di imprese chiuse e centinaia di migliaia di disoccupati in più”.

Nel dettaglio, la Confederazione richiede: un contributo una tantum automatico, che garantisca immediata liquidità alle imprese e ai professionisti in profonda crisi finanziaria; un sostegno, reale e trasversale, per la ripresa e la continuità prospettica aziendale di tutte le imprese danneggiate, a cominciare da un contributo a fondo perduto da calcolare sulla base di una quota dei costi sostenuti dall’imprenditore nel 2020, da erogarsi mensilmente fino al termine dello stato di emergenza; la reintroduzione del “Tax credit locazioni”; una fiscalità di vantaggio per imprese e lavoratori autonomi di minori dimensioni, attraverso un tax credit pari al 60% dei costi sostenuti nel 2020 per l’esercizio dell’attività; l’ampliamento della disciplina del Superbonus 110% agli immobili strumentali o comunque utilizzati nell’esercizio dell’attività di impresa; una reale semplificazione nella circolazione dei crediti fiscali, con relativa razionalizzazione delle procedure attualmente previste e della mole documentale richiesta, che porterebbe ad un reale vantaggio economico circolare con conseguente costituzione di una vera e propria moneta fiscale; l’allungamento, fino a 15 anni, della durata dei finanziamenti garantiti dal Fondo di garanzia per le pmi, ampliandone la portata; la proroga fino alla fine dell’anno in corso anche per quanto riguarda le moratorie ex art. 56;
aumentare le soglie e la platea dei beneficiari del microcredito, modificando l’articolo 111 del Testo unico bancario.

“La petizione contiene, inoltre, proposte precise anche in merito alle riaperture. In particolare, si richiede di consentire, in regime di zona gialla, la somministrazione e l’asporto fino alle 22 per la ristorazione e, per i bar, la somministrazione fino alle 20 e l’asporto fino alle 22; in zona arancione, somministrazione fino alle 18 e asporto fino alle 22 per tutti i pubblici esercizi, con delivery libero sempre per entrambe le tipologie di attività; nessuna preclusione nelle giornate festive e prefestive per le attività presenti nei mercato, nei centri e nelle gallerie commerciali e in altre strutture assimilabili, sia in zona gialla che arancione; per il comparto del commercio ambulante in zona rossa, la previsione di sospendere i mercati ad eccezione delle attività dirette alla vendita di generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici, nonché dei generi di prima necessità; prevedere sempre l’apertura di barbieri e parrucchieri, il tutto, chiaramente, nel rispetto dei protocolli e delle linee guida regionali”.