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E’ scontro tra Terminalisti e Autority: il 5 marzo i portuali si fermano

I sindacati: “La pace sociale si fonda su delicati equilibri e rendere difficile il percorso che traghetterà lo scalo verso il futuro è da irresponsabili”.

Lo scontro tra Terminalisti e Autorità portuale sfocia in uno sciopero: i lavoratori del porto di Genova incroceranno le braccia il prossimo 5 marzo.

La decisione, appoggiata da tutte le sigle sindacali, è nata dopo la lettera, consegnata a mano al segretario generale di palazzo San Giorgio Marco Sanguineri, con cui i terminalisti hanno contestato all’ente la mala gestione della vicenda Culmv che era stata chiusa con un accordo di programma sottoscritto da quegli stessi terminalisti che oggi sono pronti a chiedere i danni, si parla di circa 8 milioni di Euro, all’authority.

In una fase molto difficile, tra crisi pandemica ed emergenza autostrade, i sindacati giudicano la mossa dei terminalisti come un pesante pasticcio: “La pace sociale – scrivono i confederali in una nota – si fonda su delicati equilibri e rendere difficile il percorso che traghetterà il porto verso il futuro è da irresponsabili”.

Dalla fronda dei terminalisti pare che qualche nome pesante si stia già sfilando: sullo sfondo resta la Compagnia Unica, il cui console vede la situazione molto preoccupante: “Non è facile sedersi al tavolo per la definizione delle tariffe – ha detto in proposito Benvenuti – con una controparte che si comporta così”.