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Galliera, inaugurati nuovi ambulatori di Chirurgia maxillo-facciale

Ciascun box è dotato di un riunito (poltrona odontoiatrica) equipaggiato con un sistema di radiologia endorale per eseguire le radiografie e degli arredi odontoiatrici complementari.

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Sono dieci i nuovi ambulatori delle Strutture Complesse di Chirurgia maxillo-facciale, plastica ricostruttiva ed Odontostomatologia, inaugurati con la benedizione di S.E.R. Mons. Marco Tasca.

I locali offriranno all’utenza un servizio specializzato, di eccellenza, comfort, attrezzature all’avanguardia e agli operatori permetteranno di rispondere in modo mirato alle singole necessità dei pazienti. Si tratta di uno spostamento propedeutico all’apertura del Nuovo Ospedale Galliera che però intende assicurare cure e servizi adeguati con l’obiettivo di mettere sempre il paziente al centro.

I lavori hanno interessato una superficie di circa 265 mq e comprendono 2 postazioni di accettazione. Le porte della nuovissima struttura apriranno all’utenza domani, 27 aprile, e per tale data sono stati messi in atto tutti gli interventi necessari, in epoca di emergenza sanitaria, per evitare assembramenti legati ai tempi di attesa attraverso una precisa programmazione dei percorsi per quanto riguarda orari, modalità di accettazione e trasferimento di attività normalmente eseguite al mattino al pomeriggio.

«Finalmente ci siamo – sottolinea il dott. Giuseppe Verrina, direttore della Chirurgia maxillo-facciale e plastica ricostruttiva – perché questo trasferimento è inserito nell’ottica di un progetto molto più ampio come quello del Nuovo Ospedale. Mi piace sottolineare che per i nostri pazienti sarà un trasferimento dai risvolti positivi. Infatti se noi ci guardiamo intorno, vediamo come questi ambienti sono belli, confortevoli, sicuri soprattutto in un momento di emergenza legato al Covid».

Il P1 è composto da 9 box, 1 ambulatorio a disposizione della chirurgia maxillo facciale, 1 locale dedicato al processo di sterilizzazione degli strumenti e 1 locale tecnico dove alloggino i gruppi aspiranti.

Ciascun box è dotato di un riunito (poltrona odontoiatrica) equipaggiato con un sistema di radiologia endorale per eseguire le radiografie e degli arredi odontoiatrici complementari.

«E’ sufficiente guardare questa struttura – continua Alberto Merlini, direttore S.C. Odontostomatologia – per capire come non si tratti, come polemicamente era stato detto da alcuni, di un “container” ma di una struttura all’avanguardia sia per quanto riguarda la tecnologia delle attrezzature in dotazione che sono estremamente moderne ed efficienti, sia per quanto riguarda gli spazi operatori. Ringrazio i medici, gli infermieri e tutto il personale coinvolto in questo trasferimento per l’entusiasmo che hanno dimostrato e per la volontà di offrire le cure migliori ai nostri pazienti».

Una maggiore sicurezza per il paziente anche dal punto di vista della qualità dell’acqua impiegata per l’esame odontoiatrico, grazie a sistemi di decontaminazione dei condotti idrici montati a bordo dei riuniti, ma soprattutto grazie alla realizzazione di una rete idrica dedicata. Infatti, in fase di progettazione del modulo prefabbricato è stato previsto un osmotizzatore, un sistema di alimentazione ad osmosi inversa con disinfezione a biossido di cloro stabilizzato che tratta l’acqua in arrivo alle poltrone odontoiatriche.

«Abbiamo acquisito degli spazi maggiori rispetto a prima – aggiunge Rosaria Capasso, coordinatrice infermieristica -, abbiamo una tecnologia all’avanguardia e questo farà sì che gli utenti e gli operatori si troveranno sicuramente meglio».

Oggi sono state presentate anche le nuove strumentazioni, di ultima generazione, a disposizione della Medicina Nucleare, ovvero un tomografo PET-TC digitale per l’esecuzione di esami tomografici ad emissione di positroni (PET – Positron Emission Tomography) e una Gamma Camera ibrida per l’esecuzione di esami scintigrafici. Queste metodiche diagnostiche sono utilizzate nello studio di moltissime patologie, sia oncologiche, sia non oncologiche: attraverso la produzione di immagini integrate morfo-funzionali, ottenute dalle mappe di distribuzione di specifiche sostanze radioattive all’interno del corpo umano, esse forniscono accurate, precoci e spesso fondamentali informazioni su numerosissime e svariate patologie, contribuendo, così, a stabilire le cure mediche o chirurgiche più appropriate.

«Sia il tomografo PET-TC digitale, sia la Gamma Camera ibrida – spiega l’équipe di Medicina Nucleare diretta dal dott. Manlio Cabria – si inseriscono in un progetto più ampio di investimenti nell’ambito della Medicina Nucleare, volti al completo adeguamento alle più recenti normative di sicurezza e protezione del paziente, e sono rappresentativi della tecnologia all’avanguardia che ospiterà il Nuovo Ospedale».

Queste nuove apparecchiature e le due camere di degenza protetta fanno della Medicina Nucleare di questo Ente una Struttura completa al servizio dell’utenza. I medici della Struttura, cosi come tutto il resto del personale, hanno una profonda conoscenza di quanto questa branca della medicina possa offrire. L’aggiornamento costante e la ricerca sono aspetti tenuti in grande considerazione e vengono costantemente incentivati.

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