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“Astrazeneca può coprire la popolazione fragile. Trombosi rare”

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Conferenza stampa del premier Draghi nel tardo pomeriggio di ieri. Il premier, affiancato dal presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, ha risposto a numerose domande, toccando vari temi. Tra questi, ovviamente, i vaccini: “Con che coscienza un giovane salta la lista e si fa vaccinare?”, si è rammaricato il presidente, segnalando poi che “le dosi di aprile sono sufficienti a vaccinare tutta la popolazione che ha più di ottant’anni e gran parte degli over 75”. Quindi il premier, in merito alle diverso stato di avanzamento delle somministrazioni nelle varie regioni, ha osservato che “per le regioni che sono molto avanti con fragili e i più vulnerabili sarà più facile riaprire”. E ancora: “Nelle prossime settimane voglio vedere di riaprire in sicurezza, a partire dalle scuole, obiettivo è un mese di presenza”.

Su Astrazeneca: “Nei dati, il crollo di fiducia in AstraZeneca si vede meno di quanto uno potesse aspettarsi. Continueremo a dare un messaggio rassicurante, che non viene dato a cuor leggero, ma con grande serietà, partecipazione, comprensione. Io mi sono vaccinato con AstraZeneca e mia moglie anche”. L’ex presidente della Bce ha affermato che “Astrazeneca, può coprire la popolazione fragile: le scelte compiute fanno riferimento a eventi trombotici in sede inusuali ma straordinariamente rari: 86 casi su almeno 25 milioni di vaccinati”. E per quanto concerne Sputnik, ha detto il premier, “vediamo cosa dice l’Ema”. Ha affermato che “i contratti si possono benissimo fare, ma ci hanno detto che le capacità produttive sono molto limitate, dosi non interessanti per un Paese ,e se gli accordi verranno rispettati l’Italia avrà tutte le dosi che servono. Bisogna poi vedere se Sputnik si presta ad essere adattato in presenza di varianti, che inevitabilmente verranno fuori”.

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