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Com’è cambiato il virus: meno anziani tra i positivi

Filippo Ansaldi: "Terapie intensive attuali pari al 29% e tasso di occupazione in area medica pari al 32% (la soglia è al 40%)"

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Il virus è cambiato ed è diverso il suo impatto epidemiologico. Ne è certo Filippo Ansaldi, responsabile Prevenzione di Alisa, chiamato in causa ieri nel consueto punto quotidiano del presidente ligure, Giovanni Toti. Sono i numeri messi in fila da Alisa a fotografare la situazione e il suo mutare: “L’incidenza negli anziani, dopo che si è implementata la vaccinazione della nostra regione è tutto sommato crollata passando da circa 3 casi ogni 10.000 a circa 1 caso e mezzo su 100.000, quindi dimezzandosi. Trend assolutamente opposto invece quello degli adolescenti, nei ragazzi tra i 13 e 19 anni l’incidenza è sostanzialmente aumentata, almeno del 50%. In particolare, grazie agli interventi sulla scuola, la crescita si è arrestata ma l’incidenza rimane molto elevata e decisamente superiore rispetto a quanto osservato nel periodo precedente”.

Un altro elemento importante è l’aumento delle ospedalizzazioni: in un mese un aumento del 16% degli accessi in ospedale rappresenta naturalmente uno dei fattori fondamentali che determina un aumento della pressione. “La degenza media sta lentamente scendendo, nell’ultimo mese è quasi di due giorni ed è un trend che si sta ormai consolidando: quindi un dato indubbiamente positivo per abbattere la pressione nei nostri ospedali ma, d’altro canto, correlato con l’età media degli infetti perché l’età media dei ricoverati sta diminuendo. In un mese abbiamo osservato una netta diminuzione dell’età media: da un lato aumentano gli infetti fra gli adolescenti e i giovani adulti, dall’altro gli over 80, ampiamente vaccinati, sono meno frequentemente oggetto di ricovero. In un mese abbiamo perso tre anni di età media” – continua Ansaldi. “Il report settimanale 44 uscirà nelle prossime ore: in base alle nostre stime e alle interlocuzioni col Ministero, si evidenzia come ancora una volta la capacità di monitoraggio della nostra regione sia assolutamente sopra soglia, come la capacità di accertamento diagnostico e di gestione dei contatti rimane buona e gli indici di trasmissione sono tutto sommato stabili. Abbiamo un leggero trend in salita che emerge dal parametro RT con un valore pari a 1.06, con un intervallo di confidenza inferiore, che è quello che determina lo scenario, pari a 1.01. Per quanto riguarda la pressione sul sistema sanitario, siamo molto vicini alla soglia per le terapie intensive pari al 29% (soglia di sovraccarico del 30%) e abbiamo invece un tasso di occupazione in area medica pari al 32% (la soglia è al 40%). Globalmente abbiamo un quadro globale di rischio moderato.

Nella medesima circostanza Barbara Rebesco, responsabile regionale per la logistica delle vaccinazioni, ha fatto il punto anche sulla campagna: “Il monitoraggio relativo al rapporto tra vaccini e consegnati e vaccini somministrati, suddiviso per tipologia di vaccino, evidenzia un trend di crescita, in particolare per i vaccini MRNA che sono arrivati a una percentuale di somministrazione dell’84%. Abbiamo saputo oggi dalla struttura commissariale che nel mese di aprile dovremmo ricevere le prime consegne del nuovo vaccino Johnson&Johnson. Riguardo invece agli anticorpi monoclonali, riceveremo la prossima settimana ulteriori 239 flaconi, oltre ai 75 già consegnati. Come Alisa abbiamo fatto un provvedimento che introduce alcuni elementi di novità tra cui il coordinamento della logistica delle consegne e un protocollo che prevede una specifica attenzione e monitoraggio relativamente all’ efficacia e alla sicurezza. Inoltre, abbiamo previsto che il trattamento sia eseguito in un ambiente ospedaliero per garantire la massima sicurezza ai pazienti, con il coordinamento del Diar Malattie infettive, coordinato dal professor Matteo Bassetti. Con l’impiego di questi farmaci aumenta così il ventaglio di risorse che possiamo offrire ai pazienti in termini di terapia”.

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