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Da giovedì partono le secondo dosi, ma Pfizer rallenta produzione

La giustificazione della multinazionale: “Necessario per ristrutturare gli impianti”. Il commissario Arcuri scrive all'azienda riservandosi, in assenza di risposte, ogni eventuale azione conseguente in tutte le sedi.

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Come da calendario, a partire da giovedì 21 gennaio parte in Liguria la somministrazione del richiamo del vaccino anti Covid. E’ come se ricominciasse da capo, iniziando naturalmente dai primi vaccinati in quello che fu il V Day del 27 dicembre scorso. Sarà un test probante per capire se la campagna sta procedendo nel modo giusto, visto che in questi giorni si calcolano fra le 2000 e le 2500 iniezioni giornaliere della prima dosa, fermo restando che non si possono rinviare le seconde dosi altrimenti si rischierebbe di vanificare l’efficacia delle prime.

C’è tuttavia preoccupazione per gli scenari prefigurati da Pfizer, l’azienda che per prima ha messo a disposizione il vaccino: la società farmaceutica. nello stesso giorno in cui il governo annunciava il milione di vaccinati, ha spiegato che a cavallo tra gennaio e febbraio dovrà rallentare le consegne. Un discorso che non vale soltanto per l’Italia ma per tutto il Vecchio continente: si parla della necessità di riorganizzare lo stabilimento di Puurs, in Belgio, per poi ripartire con un ritmo più veloce. Questo almeno stando alle rassicurazioni della multinazionale, rassicurazioni che tuttavia non lasciano tranquilli: lo stesso commissario Arcuri si è detto preoccupato, parlando di atto grave.”Il Commissario all’emergenza – così Arcuri in una nota – preso atto della gravità della comunicazione nonché della sua incredibile tempistica, ha inviato una formale risposta a Pfizer Italia, nella quale esprime il proprio disappunto, indica le possibili conseguenze di una riduzione delle forniture e chiede l’immediato ripristino delle quantità da distribuire nel nostro Paese.

“Riservandosi, in assenza di risposte, ogni eventuale azione conseguente in tutte le sedi. Oggi in Italia abbiamo raggiunto il primo milione di somministrazioni, a dimostrazione che la campagna di vaccinazione è stata avviata a ritmi che non hanno pari in nessun altro Paese Ue. L’ipotesi di iniziare la somministrazione del vaccino agli ‘over 80’, di provvedere alla seconda dose per il personale sanitario e socio sanitario e per gli ospiti delle Rsa, senza la totalità delle dosi necessarie porta quindi un grave nocumento al suo proseguimento. E penalizzare l’Italia è assai più grave considerando lo sforzo sinora profuso da tutte le Regioni per accelerare l’andamento delle somministrazioni. “Il Commissario – conclude Arcuri – ha quindi chiesto a Pfizer di rivedere i propri intenti e auspica di non essere costretto a dover tutelare in altro modo il diritto alla salute dei cittadini italiani”.

Da lunedì insomma arriveranno i 29% di dosi in meno rispetto al quantitativo preventivato. In Liguria da dopodomani avrebbero dovuto arrivare altre 21 mila dosi ma, a questo punto, non è certo che sarà così. Alisa aveva comunque avuto la cura di conservare una scorta pari a circa il 30% delle dosi consegnate per i richiami, proprio per poter andare avanti anche in caso di ritardi. Ieri sera il presidente Toti ha ribadito che entro la fine del mese arriveranno anche alcune dosi del vaccino Moderna ma i numeri non saranno certo importanti mentre la svolta potrebbe essere legata all’approvazione futura del vaccino di Astrazeneca (non prima del 29 gennaio, pare), che peraltro non ha bisogno di richiamo. L’arrivo a metà febbraio della prima tranche, emerge da ambito internazionale. potrebbe essere riservato però solo agli under 55, se l’Ema giudicherà insufficienti i dati delle sperimentazioni condotte sulla popolazione più anziana.

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