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“Il numero dei guariti supera quello dei nuovi positivi”

Il presidente della Regione Toti: "Siamo la prima Regione italiana a tirare fuori la testa dalla seconda ondata"

“In Liguria il numero dei guariti ha superato il numero dei nuovi contagiati, quindi siamo tornati a un RT sotto l’ uno. Siamo la prima regione d’Italia a tirare fuori la testa da questa seconda ondata: questo avviene perché eravamo partiti prima, perché abbiamo chiuso un pezzo di Genova, perché abbiamo chiuso La Spezia, perché abbiamo vietato gli assembramenti in tutta la regione, insomma perché abbiamo fatto le cose giuste di nostra iniziativa, ancora prima che il governo le chiedesse. Ci sono solo tre regioni in Italia con RT sotto l’uno: oltre alla Liguria, il Lazio e la Sardegna. Noi però siamo circondati da regioni in zona rossa: questo vuol dire che abbiamo saputo tenere bene confini e tracciamento. Ringrazio gli uffici di prevenzione che abbiamo ulteriormente rafforzato: i parametri nazionali prevedono un uomo ogni diecimila abitanti, noi ne abbiamo messi due”. Lo ha detto il Presidente di Regione Liguria Giovanni Toti in una diretta sulla sua pagina facebook.

“I ricoverati – ha proseguito – scendono sotto quota 1400: cinquanta in meno di ieri, se continuassimo a questo ritmo in pochi giorni gli ospedali tornerebbero a respirare. Questo grazie all’inversione di tendenza della malattia (molte meno persone arrivano al pronto soccorso), ma anche perché siamo stati i primi ad attivare strutture che consentono dimissioni più veloci dagli ospedali e una serena convalescenza per chi ne ha bisogno. Abbiamo attivato con la nostra Protezione civile i primi covid hospital d’italia: uno a Genova, due a Spezia, uno a Savona che viene utilizzato anche per Imperia. Le terapie intensive sono stabili. Cala la pressione un po’ ovunque. Non dobbiamo tuttavia allentare l’attenzione. Oggi l’indice RT è a 0,89, questo vuol dire che ogni contagiato contagia meno di una persona. Eravamo arrivati in alcune zone a 1,7, questo è il migliore risultato che abbiamo raggiunto come comunità nel tenere sotto controllo il contagio in un tempo ragionevolmente breve”.

“Verso la fine della prossima settimana ci sarà il confronto con il governo sulle nuove zone – ha detto ancora – Non abbiamo spinto per allentare le regole prima del tempo anche se i nostri numeri sono già buoni: vista la pressione che c’è ancora sugli ospedali penso che sia prudente tenere ancora un profilo attento, anche in vista delle festività natalizie. Non avremo un natale e un capodanno di grandi cenoni e feste in piazza, ma non può essere neanche un natale penitenziale, triste e cupo come lo dipingono alcuni. Deve essere un natale gioioso, con i suoi riti religiosi e civili e con i negozi aperti: c’è bisogno di dare fiato anche a loro nelle settimane che valgono una buona fetta del loro reddito annuale. Stiamo già pensando a dare una mano con illuminazioni in tutte le città. Con calma, senza fretta, con grande attenzione andremo verso un progressivo allentamento delle misure. Abbiamo sempre anticipato le regole del governo e non abbiamo mai avuto difficoltà ad assumerci responsabilità quando abbiamo chiuso le scuole all’inizio della pandemia, quando abbiamo vietato gli assembramenti e chiuso parti delle nostre città. Abbiamo anche questa volta precorso un metodo e i numeri ci dicono che ha funzionato. C’è bisogno di trascorrere un natale sereno e di dare un po’ di gioia e di speranza a questo Paese che è stato stritolato dal Covid ma anche, a volte, da qualche previsione un po’ troppo malaugurante da parte di qualcuno che sembra goda a dire che andrà tutto male. Proteggiamo comunque i nostri anziani, i nostri nonni nelle prossime festività”.

“Abbiamo cominciato anche a lavorare sul piano di vaccinazione – ha concluso – sperando che le previsioni del Commissario Arcuri vengano confermate e che dunque le prime dosi di vaccino arrivino a gennaio, ci stiamo attrezzando per distribuirle secondo le regole che il governo stabilirà, sperando che poi il vaccino arrivi per tutti. Noi faremo la nostra parte”