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Ristorazione, ecco le differenze tra il consumo al tavolo e sul posto

Ok ad un massimo di quattro persone sedute.

Il primo giorno di apertura per bar e ristoranti con servizio all’aperto è andato nonostante il meteo non sia stato dei migliori nel nostro territorio e sarà purtroppo così anche nei prossimi giorni.

Per la ristorazione i veri e propri riscontri inizieranno a vedersi con l’approssimarsi del fine settimana quando i flussi di persone aumenteranno, anche in vista della giornata festiva del 1° maggio e per l’arrivo di turisti anche dalle regioni limitrofe grazie all’apertura della mobilità.

Fino al 31 maggio funzionerà così, insomma. Con una precisazione basilare: relativamente agli esercizi pubblici di somministrazione di alimenti e bevande (in primis bar e ristoranti), il servizio al banco (ovvero la consegna del prodotto da consumare) rimarrà possibile in presenza di strutture che consentano la consumazione all’aperto. Ciò significa che in questi locali non è consentito in alcun caso il consumo al banco. “E’ un attacco al “modello di offerta del bar italiano – dichiara su questo punto Alessandro Cavo, Presidente Fipe Confcommercio Liguria – che si differenzia da quelli degli altri Paesi proprio perché basato sul consumo al banco. Un provvedimento punitivo senza che vi sia nessun fondamento scientifico sui rischi sanitari che si corrono. Anzi la scienza continua a sostenere che il rischio di contagio cresce con l’aumento del tempo di contatto”.

Ad ogni modo, stanti le regole attuali, il cliente che acquisti al banco i prodotti da consumare ai tavoli collocati all’aperto, all’esterno del locale, e trovi questi ultimi occupati dovrà allontanarsi dal locale, in quanto rimane vigente il divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze del locale (Dpcm 2 marzo 2021, art. 27, co. 2). Analogamente, anche per le citate attività artigiane dell’alimentazione, è consentito il consumo ai tavoli eventualmente disponibili all’aperto, all’esterno del locale, ma non il consumo sul posto all’interno del locale medesimo. Si ricorda, inoltre, che in ogni caso dopo le 18 è vietato consumare cibi e bevande anche nei luoghi pubblici come ad esempio strade, parchi, etc. (Dpcm 2 marzo 2021, art. 27, co. 1). Fermo restando la consegna a domicilio e l’asporto sino alle 22, il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone, salvo che siano tutte conviventi, ad un metro di distanza. Per i soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar, pub, birrerie, caffetterie ed enoteche (codice Ateco 56.3) l’asporto è consentito esclusivamente fino alle 18.