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Covid, gli autobus sono sicuri? Ecco il risultati da parte dell’Università di Genova

Per le analisi è stato selezionato il modello di autobus Mercedes Citaro G lungo 18

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Sono stati presentati alla stampa i risultati della ricerca dell’Università di Genova sui mezzi pubblici AMT Genova “Modello di simulazione a supporto delle strategie di protezione dal COVID-19: applicazioni al trasporto pubblico urbano” (presentazione del modello di simulazione su mezzi AMT)

Università di Genova e AMT hanno siglato nei mesi scorsi un protocollo di collaborazione che amplierà e rafforzerà le attività congiunte già avviate negli anni scorsi. Nell’ambito delle attività previste dal protocollo si è individuata l’opportunità di uno studio sul tema della diffusione del contagio Covid a bordo dei mezzi pubblici; tema di grande attualità e spesso affrontato senza i necessari approfondimenti.

La trasmissione del virus COVID-19 da persona avviene prevalentemente attraverso le goccioline emesse dal paziente infetto mentre respira, parla, emette di colpi di tosse o starnutisce. La possibile distanza raggiunta da queste goccioline, droplet, dipende dalle dimensioni delle stesse, dalle condizioni di aerazione dell’ambiente e dall’adozione di misure protettive individuali, in particolare le maschere che coprono naso e bocca. Le particelle più piccole persistono nell’aria per periodi di tempo maggiori e la ventilazione dell’ambiente, indotta da sistemi di aria condizionata o di aereazione, ne può influenzare la distribuzione negli ambienti.

Per le analisi è stato selezionato il modello di autobus Mercedes Citaro G lungo 18 metri, un importante riferimento nel parco circolante della città di Genova nelle tratte urbane di medio-lunga percorrenza e alta capacità di carico.

Tutte le analisi hanno confermato che, anche in caso di permanenza di 30 minuti sul mezzo, in presenza di un soggetto infetto, il rischio di contrarre infezione da parte degli occupanti è basso nel caso in cui tutti, ovvero il passeggero infetto e i potenziali passeggeri a rischio, indossino correttamente la mascherina, anche solo di tipo chirurgico. Tale margine di sicurezza si riduce se il soggetto positivo non indossa la mascherina e cresce ulteriormente qualora nemmeno gli altri passeggeri indossino la protezione.

Tramite i risultati delle simulazioni è possibile quantificare la probabilità di contagio e quindi stimare il numero di contagi aggiuntivi, associato all’uso del mezzo pubblico, ogni 100.000 persone. Per la serie di simulazioni effettuate su una casistica di situazioni associate all’uso del mezzo, si sono stimati un numero aggiuntivo di contagi ogni 100.000 utenti che va da 4 a 17.

Con riferimento ad uno studio pubblicato su Nature*, effettuato con un approccio statistico tramite tracciamenti reali, si evidenzia che Il rischio associato all’uso del bus, se tutti indossano la mascherina, si attesta sui valori minimi rispetto alle altre attività.

I risultati dello studio, che vengono presentati in questo momento di parziale riapertura di scuole superiori e attività, sono quindi tali da rassicurare i cittadini genovesi sull’uso del trasporto pubblico in tranquillità. L’auspicio dell’Università e di AMT è quindi che, con le precauzioni raccomandate dallo studio, vi sia un progressivo ritorno al regolare utilizzo del trasporto pubblico.

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