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Il prete nella neve

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“Non vedrebbe neanche un prete nella neve” é un modo di dire tratto dalla saggezza del mondo contadino,  a significare il fatto che talvolta non riusciamo a riconoscere neppure ciò che abbiamo ben distinguibile davanti agli occhi.

La frase colora visivamente il concetto, identificando, nell’ opposto cromatismo tra il bianco della neve e il nero della veste,  l’incapacità dell’uomo (similmente alla donna) di riconoscere, tra l’altro, situazioni incresciose anche quando si manifestano con evidenza e per differenza.

Estensivamente e con discreta approssimazione, si può affermare a latere che la compromissione di un individuo in ragione di un estenuato desiderio impedisce il discernimento.

Nondimeno, per migliorare nel complesso la percezione, egli dovrebbe dotare di senso  i presupposti, spesso evanescenti, su cui fonda i propri desideri.

L’assunto, nella generalità, come ogni assolutismo, resta concettualmente aggredibile, pur proteggendosi e sostentandosi con citazioni sussunte dall’universo dei sentimenti, del tipo: “il bisogno d’amore crea l’amore” & “chi non trova ciò che desidera, desidera ciò che trova”.

L’umana esperienza non sempre riesce ad evitare questo tipo di strabismo volontario; non sempre riesce a rimediare, nel forsennato inseguimento dei bisogni, alla già menzionata inconsistenza dei presupposti.

Tuttavia, teorizzare la bontà di un concetto è sicuramente più facile che darne applicazione, considerata la difficoltà di adottare scelte non compromesse ab origine. In specie quando l’osservazione risente, a ribadire la questione, di un punto di avvistamento inadatto.

In altre parole, un “giocatore orgoglioso del suo azzardo” è improbabile che si ravveda operoso e che riconduca a sé  più miti e salutiferi consigli.

Così, dinanzi ad un senso obnubilato dalla condizione di bisogno e in forza di una osservazione incentrata su tale ossessivo richiamo, neppure l’evidenza di un prodotto ben delineato sull’orizzonte visuale consente la sua esatta percezione.

La volontà emotiva di restringere il campo alle personali priorità inibisce ogni altro avvistamento e rende incapace di individuare persino ciò che si staglia dinanzi o sul fondo.

In sintesi conclusiva, concentrare il pensiero per rigorose priorità può impedire di vedere “un prete nella neve”. E rende invisibile persino un “gorilla”, come confermato in un noto esperimento dello psicologo Daniel  Simons.

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