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Coronavirus, vaccinati o no rimangono le stesse indicazioni sui comportamenti da tenere

L'indicazione generale rimane quella di comportarsi come prima del vaccino quindi a tavola a dume metri di distanza e quarantena anche per i soggetti vaccinati.

Combattere la diffusione delle varianti al coronavirus con una serie di regole comportamentale. Mantenere da chiunque una distanza di due metri mentre si mangia, si beve e si sta senza mascherina, predisporre òa quarantena anche per chi ha ricevuto il vaccino se ha avuto un contatto stretto con un caso positivo al coronavirus, accordare il vaccino in una sola dose dopo un periodo variabile tra i 3 e i 6 mesi dalla malattia per chi ha già contratto il Covid, a meno che non sia immunodepresso: a quel punto si accorciano i tempi e aumentano a due le iniezioni. Diaciannove pagine di raccomandazioni da parte di Inail e Iss, che hanno stilato un nuovo documento, in collaborazione col ministero della Salute e Aifa: si tratta delle ‘Indicazioni ad interim sulle misure di prevenzione e controllo delle infezioni da SARS-CoV-2 in tema di varianti e vaccinazione’ (qui la fonte governativa).

La somministrazione di un’unica dose.
Sì al vaccino per le persone che hanno già avuto contratto l’infezione da Sars-CoV-2 confermata da un test molecolare, al di là del fatto se con Covid-19 sintomatico o meno. Un vaccino da somministrare con un’unica dose purché la vaccinazione venga eseguita ad almeno 90 giorni di distanza dall’infezione ed “entro i 6 mesi dalla stessa”. Non riguarda le persone con condizioni di immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici, che, anche se hanno avuto il Covid, devono essere vaccinate quanto prima e con un ciclo vaccinale di due dosi. Con un’avvertenza da tenere presente: al momento dell’inoculazione vaccinale, chi ha già avuto il Covid potrebbe manifestare qualche sintomo in più degli altri.

Quarantena anche per chi è vaccinato
Nel documento si legge un’altra indicazione importante: sì al vaccino per i contatti stretti (conviventi, persone che hanno avuto scambio fisico, persone che si sono trovate in ambiente chiuso per almeno 15′ senza protezioni) di un caso Covid ma non prima di aver terminato la quarantena di due settimane. Importante sapere che nelle indicazioni è specificato che anche chi è vaccinato contro Sars-CoV-2 dopo un’ esposizione ad alto rischio con un caso Covid deve adottare le stesse indicazioni preventive valide per una persona non sottoposta a vaccinazione, a prescindere dal tipo di vaccino ricevuto, dal numero di dosi e dal tempo intercorso dalla vaccinazione. Il vaccinato considerato ‘contatto stretto’ deve osservare, purché sempre asintomatico, 10 giorni di quarantena dall’ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo al decimo giorno o 14 giorni dall’ultima esposizione.

Anche chi è stato vaccinato può contrarre il virus. Durata protezione del siero non definita.
Si lavora anche sulla ricerca e per questo non c’è ancora una risposta certa sulla possibilità che un vaccinato possa comunque trasmettere l’infezione ad altri soggetti: l’indicazione principale è quella di continuare a comportarsi con le stesse cautele di prima. Non ancora definita la durata delle protezione del siero. Viene altresì sottolineato anche che alcune varianti “possano eludere la risposta immunitaria” data dai vaccini. “Segnalazioni preliminari suggeriscono una ridotta attività neutralizzante degli anticorpi di campioni biologici ottenuti da soggetti vaccinati con i vaccini a mRNA nei confronti di alcune varianti, come quella Sudafricana, e un livello di efficacia basso del vaccino di AstraZeneca nel prevenire la malattia di grado lieve o moderato nel contesto epidemico sud-africano”.