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Certificato vaccinale, Coldiretti: “Può salvare il turismo straniero”

L'associazione: "Importante accelerare sui vaccini per non perdere, anche in Liguria, oltre due milioni di arrivi internazionali"

“Il digital green pass vaccinale per i cittadini europei, salva il turismo straniero in Italia, che ha già subito un buco di circa 27 miliardi nelle spese dei viaggiatori dall’estero, che sono crollate del 61% nel 2020 rispetto all’anno precedente toccando il minimo da almeno venti anni”: emerge da un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati di Bankitalia, divulgata in occasione della presentazione da parte della Commissione Ue del certificato per rilanciare i viaggi in Europa.

“Il certificato in formato digitale o cartaceo sarà interoperabile e legalmente vincolante per gli Stati membri e ammetterà tutti i vaccini disponibili sul mercato, consentirà dunque ai cittadini europei di tornare a viaggiare quest’estate fornendo la prova di essersi sottoposti alla vaccinazione, oppure di essere risultati negativi a un test o di essere guariti dal Covid-19 ed avere sviluppato gli anticorpi. Essendo una proposta di regolamento di Consiglio e Parlamento europeo, dovrà essere approvato secondo la normale procedura di co-decisione, presumibilmente accelerata per consentirne l’entrata in vigore in tempi rapidi”.

“Una svolta per salvare il turismo estivo anche nella nostra regione – affermano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – dove, solo nel 2019, erano stati oltre 2milioni gli arrivi stranieri (6milioni le presenze), turismo poi di fatto bloccato a causa della pandemia. E il lockdown di Pasqua ha praticamente azzerato anche quello nazionale, con un italiano su tre (32%) che ha dovuto cambiare i programmi di viaggio per vacanze, gite fuori porta o visite a parenti e amici durante le feste di Pasqua e Pasquetta. È ora però importante accelerare anche sulle vaccinazioni, dal momento che, ogni giorno di ritardo, costa in media all’Italia oltre 350 milioni in mancati consumi con un drammatico effetto a valanga sull’occupazione che si aggiunge alle sofferenze e alle vittime causate dalla pandemia. La riduzione dei consumi nella ristorazione si è abbattuta su interi comparti dell’agroalimentare, con vino e cibi invenduti dopo un anno di aperture a singhiozzo; dalla carne al pesce, dai salumi ai formaggi, dal vino alla birra sono diversi i prodotti alimentari liguri di eccellente qualità che trovavano sbocco principalmente nella ristorazione. È fondamentale far ripartire al più presto il turismo, uno dei cardini della nostra economia, per evitare il rischio di un’estate senza stranieri, che rappresenterebbe un ulteriore danno gravissimo per agriturismi, ristoranti, per le mancate spese nell’alloggio, nell’alimentazione ma anche nei trasporti, divertimenti, shopping e souvenir”.