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Ecco cosa ci aspetta fino a Pasqua: le indiscrezioni nella bozza del nuovo Dpcm

Niente parrucchieri e barbieri aperti in zona rossa, mentre dal 27 marzo è prevista la riapertura di cinema e teatri. Ecco le altre possibili misure.

“Fiere, congressi e discoteche chiuse anche in zona bianca, barbieri e parrucchieri niente apertura in zona rossa”: è quanto prevede la bozza del Dpcm inviata alle Regioni in vista del nuovo decreto che entrerà in vigore dal 6 marzo e durerà per tutto il periodo pasquale.

“Restano sospesi tutti gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all’aperto comprese le manifestazioni fieristiche e i congressi nonché le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso”.

Intanto una buona notizia arriva dal mondo della cultura: a decorrere da sabato 27 marzo gli spettacoli aperti al pubblico in teatri, cinema e all’aperto sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi. Tutte le attività potranno svolgersi purchè siano approvati nuovi protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio approvati dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e validati dal Cts. Inoltre devono essere indicati il numero massimo di spettatori per spettacoli all’aperto e di spettatori per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala.

Non arrivano buone notizie per chi lavora in palestre e piscine in quanto rimarranno ancora chiuse. Non apriranno la sera i ristoranti: nella bozza “le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) – si legge nella bozza – sono consentite dalle 5 alle 18 con un massimo di 4 persone per tavolo salvo che siano tutti conviventi. Dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico. Resta invece consentita senza limiti di tempo la ristorazione negli alberghi e in tutte le altre strutture ricettive, limitatamente ai propri clienti che siano ivi alloggiati”.