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Droni ed esame del DNA, così si potrebbe procedere al recupero delle salme dopo il crollo del cimitero di Camogli

Alcuni cittadini toccati dal crollo hanno "manifestato" questa mattina davanti al Municipio di Camogli. In arrivo gli psicologi della Protezione Civile. Da decidere urgentemente gli interventi di messa in sicurezza.

A quasi 24 ore dal clamoroso e spaventoso crollo in mare di una parte del cimitero di Camogli prosegue il recupero delle salme con le operazioni portate avanti dalla Capitaneria di Porto e dai Vigili del Fuoco. Per consentire il più rapido intervento possibile messe a disposizioni le migliori tecnologie con droni e anche elicotteri al servizio dei VVF così da poter avere una migliore visuale dall’alto della zona. Tantissime persone si stanno assiepando nel porticciolo per seguire il recupero delle bare, molte delle quali è probabile si trovino ancora sotto le macerie. E’ proprio in quei punti che la zona rimane totalmente interdetta per paura di nuovi crolli. Una situazione da vagliare con estrema cura, per questo motivo oggi è atteso un secondo sopralluogo sul posto dell’assessore Giampedrone: andranno decisi rapidamente gli interventi necessari per mettere in sicurezza la zona. Quello che appare sicuro è che il cimitero rimarrà interdetto alle persone per molto tempo.

Intanto circa una trentina di cittadini si sono riversati questa mattina davanti al municipio di Camogli. Una sorta di “manifestazione” anche accesa in cui alcuni di essi, toccati nel vivo dal crollo del cimitero, che hanno insultato il Primo Cittadino Olivari accusandolo in maniera esplicita di non aver fatto nulla per mettere in sicurezza il cimitero quando ve ne sarebbe stato il tempo. Molti i residenti che affermano come il camposanto camoglino avesse già dato segni evidenti di cedimento in passato. Lo stesso Olivari ieri dalle ore 12:00 circa si trovava presso il cimitero con alcuni tecnici perchè si erano notate profonde crepe nei muri della struttura poi crollata. “Mai avrei potuto immaginare che la zona sarebbe crollata così come è successo” ha affermato Olivari ai microfoni dell’emittente Primocanale.

Si ipotizza che nel crollo del cimitero siano state coinvolte circa 200 bare. Nella giornata di ieri ne sono state recuperate dieci. Di queste è stato possibile il riconoscimento di solo cinque perchè nelle altre il cartellino con le generalità è stato distrutto dal crollo. E’ quindi possibile che anche per molte altre si verifichi la stessa situazione. A questo punto l’ipotesi di esami del DNA per riconoscere le salme non è poi così lontana. Intanto arriveranno presto gli psicologi della Protezione Civile che si metteranno a disposizione per fornire conforto e sostegno alle famiglie che, loro malgrado, si sono viste coinvolte in questa incresciosa situazione con le salme dei loro cari finite in mare.

Prosegue poi alacremente il lavoro dei dipendenti comunali che stanno incrociando le concessioni dei loculi con i numeri di riferimento per dare una risposta a molti familiari che vogliono sapere se dei loro cari siano stati coinvolti nel crollo.