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La statuina raffigurante l’infermiere anti Covid dono ai vescovi di Genova e Chiavari

È la statuina dell’infermiera anti Covid, il nuovo personaggio del Presepe 2020 che, creato per simboleggiare l’impegno di tutto il mondo della sanità e della cura, è stata donata questa mattina all’ arcivescovo di Genova Mons. Marco Tasca dal Direttore di Coldiretti Genova Francesco Goffredo, e al Vescovo di Chiavari Mons. Alberto Tanasini, dal vice Presidente provinciale Paolo Corsiglia. L’iniziativa, promossa da Coldiretti e Confartigianato sotto l’egida del Manifesto di Assisi e da Fondazione Symbola, vuole aiutare a far capire la straordinaria attualità e forza del presepe, una delle tradizioni che possono aiutare nei momenti difficili che il Paese sta attraversando.

“Con questa iniziativa – commenta Coldiretti Genova – abbiamo voluto rendere omaggio a chi, in questo periodo drammatico dell’umanità, diventa ancora di più luce di speranza per un mondo migliore: gli infermieri, gli operatori sanitari, i medici. Da qui l’idea di affidare all’abilità di un artigiano esperto nell’arte presepiale la realizzazione della statuina di un’infermiera, in rappresentanza dell’intero mondo della sanità, così determinante in quest’anno segnato dall’emergenza. La modernità del Presepe viene proprio dal suo legame con la vita di tutti i giorni che per gli imprenditori agricoli vuole dire conservazione dei territori, della biodiversità e della fattoria Italia. In questa difficile pandemia agricoltori, medici e infermieri non hanno mai smesso di lavorare, per garantire la salute dei cittadini e l’approvvigionamento alimentare delle famiglie, nonostante i rischi e le difficoltà. Con questo semplice gesto, Confartigianato e Coldiretti hanno voluto onorare tutti gli ‘eroi’ della quotidianità che si impegnano per gli altri senza mai tirarsi indietro: la statuina dell’infermiera con la sua mascherina è il simbolo della nuova piramide di valori della nostra società, rappresentati da coloro che si prodigano per gli altri, ma è, allo stesso tempo, anche simbolo della prossimità, del rapporto umano e della sostenibilità dovuta al lavoro dei contadini e di tutti i nostri  artigiani”