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Il 25 novembre si fermano sanità, scuola e trasporti

Mentre il covid continuava ad imperversare nelle nostre città, nulla è stato fatto per adeguare lo “Stato” alla grave crisi sanitaria ed economica.

L’emergenza sanitaria non solo ha evidenziato quanto sia fondamentale il ruolo dei servizi pubblici essenziali, ma ha anche portato alla luce tutte le fragilità di un sistema deturpato dalle privatizzazioni che hanno permesso di assoggettare le funzioni del settore pubblico al conseguimento del profitto di pochi, che si parli di scuola, di sanità o di trasporti!

La nostra organizzazione sindacale ha tentato di tenere il timone ben saldo quando, la scorsa primavera, imperversava lo slogan “andrà tutto bene” . Era necessario lottare allora, e lo è ancora di più oggi, perché gli effetti delle scelte del Governo,sempre subordinate agli interessi privati di Confindustria, sono sotto gli occhi di tutti. Lo sciopero del 25 novembre si propone di unire interessi collettivi, perché occorre uscire dalla crisi più forti di prima con l’obiettivo di costruire un altro modello di Stato meno attento al profitto delle grandi imprese e più vicino alle fasce deboli.

Scuola, sanità, trasporto pubblico, servizi educativi si mobilitano perché quello che avrebbe dovuto insegnare la prima ondata della pandemia, non determina invece scelte utili e condivisibili

Anche in Liguria le scuole continuano ad essere luoghi insicuri, non vi è certezza delle risorse necessarie per i trasporti mentre permane il rischio della loro privatizzazione, la sanità è di nuovo al collasso e la Regione insiste sciaguratamente e rilancia sull’ingresso dei privati negli ospedali.

Anche in Liguria USB rivendica investimenti massicci nelle scuole per permettere ai ragazzi di tornare in aula, assunzioni stabili nelle scuole ed in Sanità , certezza di risorse per il Tpl e rinuncia ad ogni progetto di privatizzazione di servizi pubblici essenziali.

Il presidio si svolgerà nel rispetto delle norme di sicurezza previste