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Terapia intensiva, in Liguria rischio di aumento dei ricoveri

Oggi è occupato un posto ogni dieci dei 250 presenti negli ospedali liguri, ma Iss e ministero della Salute ritengono che in un mese potrebbero salire oltre il 30 per cento

Liguria e Lombardia sono le regioni in cui il rischio di aumento dei ricoveri in Terapia intensiva è maggiore. E’ quanto emerge dal monitoraggio sull’evoluzione dell’epidemia di Covid-19 del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità.

Sono dieci le regioni con un rischio definito alto per la tenuta dei reparti di Terapia intensiva: si tratta, oltre a Liguria e Lombardia, di Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta.
Secondo le autorità sanitarie nazionali in questi territorio c’è una probabilità da alta ad altissima di superare la soglia del 30 per cento delle terapie intensive occupate da pazienti Covid nel prossimo mese.

Per fronteggiare la seconda ondata a tutte le Regioni è arrivato l’invito, “in raccordo con il ministero della Salute, a realizzare una rapida analisi del rischio, anche a livello sub-regionale, e di valutare il tempestivo innalzamento delle misure di contenimento e mitigazione nelle aree maggiormente affette”.

Nel monitoraggio settimanale di ministero e Iss relativo al periodo 5-11 ottobre inoltre “si evidenzia una nuova fase epidemiologica con un aggravio del lavoro dei servizi territoriali che potrebbe riflettersi in breve tempo in un sovraccarico dei servizi assistenziali”.

In Liguria ieri i ricoverati in ospedale positivi al Covid-19 erano 347 e di questi 26 si trovano in Terapia intensiva. In totale i posti a disposizione sono 250, quindi i letti occupati al momento sono di poco superiori al 10 per cento. Secondo il monitoraggio settimanale di Iss e ministero nell’arco di quattro settimane si potrebbero superare i 75 pazienti in Rianimazione.