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Toti, critica immediata al nuovo DPCM

"Trenta persone ai matrimoni? Non c'è proporzionalità..."

Il nuovo Dpcm non piace a Giovanni Toti. Il presidente ligure in una diretta Facebook notturna in cui ha spiegato perché su alcuni punti l’intesa con il premier Giuseppe Conte non è arrivata. In primis il limite di trenta persone previsto per matrimoni, battesimi e simili che non trova l’accordo di Toti: “Francamente è un’inibizione fuori dalle regole che ci siamo dati oggi se non si tiene conto dell’ampiezza e delle caratteristiche del locale. Non c’è proporzionalità: esistono locali da mille persone e locali molto più piccoli”. Altro aspetto che non convince il presidente della Regione Liguria la deroga alle feste “conseguenti a celebrazioni civili o religiose“. Per Toti e altri governatori è “una profonda iniquità, ciascuno festeggia quello che vuole. Credo che la motivazione per cui una persona invita altri a festeggiare sia una cosa che non deve riguardare lo stato. L’importante è che il locale scelto sia adeguato”.

Anche le decisioni in merito ai matrimoni sono nel mirino poichè organizzati in largo anticipo, con invitati che arrivano dall’altra parte del mondo, per cui si versano importanti caparre con grande dispendio. “Deve esserci una clausola di salvaguardia che permetta alle persone di recuperare i soldi che hanno già versato e ai locali che hanno preso impegni di avere un risarcimento”, ha osservato Toti. Non piacciono alle Regioni le norme sul tpl che demandano ancora una volta la programmazione agli enti territoriali senza tuttavia cambiare le regole sulla didattica a distanza nelle scuole. “Finora lo abbiamo fatto senza avere aiuti dal governo. Torneremo a chiedere di avere tutti i mezzi necessari per aumentare l’offerta, continuare questo tira e molla sui nostri autobus e metropolitane non ha molto senso in questo clima di allarme Covid”.