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Rendere sostenibile la pesca, il progetto PrismaMed arriverà anche qui

Presentati questa mattina in Sala Trasparenza di Regione Liguria gli interventi del progetto europeo PrismaMed (Piano Rifiuti e Scarti in Mare di pesca, acquacoltura e diporto nel Mediterraneo) che ha consentito di stilare le prime linee guida in Italia per lo smaltimento dei rifiuti della pesca e pescati. Previsto un intervento nella Fascia di rispetto di Genova Pra’ e anche una nuova sede per i pescatori di Multedo. Presenti Stefano Mai, assessore regionale all’Agricoltura e Pesca, Matteo Campora, assessore all’Ambiente e Rifiuti del Comune di Genova, Alessio Piana, Presidente del Consiglio comunale di Genova, Pietro Pongiglione, Presidente di Amiu, Carlo Emanuele Pepe, Direttore generale di Arpal, Sara Arri, di Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Elisabetta Arato, Presidente di Ticass, Augusto Comes, Presidente di Gestimar, e Giovanni Cilione, Presidente dell’associazione sportiva Palmarese.

“Diamo inizio a un progetto molto importante e al quale ho voluto dedicarmi con molta attenzione – ha spiegato l’assessore Mai -. Con PrismaMed puntiamo a creare un’economia circolare basata sulla gestione e sul riciclo dei rifiuti del mare e della pesca. Si tratta di un’operazione dall’altissimo valore ambientale e sociale. Oggi il nostro mare ha bisogno di molta attenzione e cura.”

“Sostanzialmente creeremo una vera e propria gestione organizzata dei rifiuti generati dalle attività connesse alla pesca e alle attività da diporto, come reti, oli esausti, ma anche di tutti i rifiuti che verranno pescati in mare. Infatti, purtroppo, sempre più spesso i pescatori professionisti e amatori si trovano a recuperare plastica, gomma e molti altri rifiuti dannosi per l’ecosistema marino.”

“Il lavoro svolto fino ad oggi ci ha consentito di creare le prime linee guida in Italia per la gestione a terra dei rifiuti pescati e prodotti nei porti. Con questo documento otteniamo due obiettivi importanti e sopperiamo a delle mancanze nazionali che si sono perpetrate per troppo tempo. Prima di tutto, potremo finanziare progetti simili anche con i fondi Feamp per tutti i porti e approdi liguri. Secondo, i rifiuti pescati in porti gestiti da Autorità portuali, prima venivano classificati come rifiuti speciali e lo smaltimento era a carico dei pescatori, ora, invece, vengono presi in carico dal gestore del servizio rifiuti identificato da ogni singola Autorità. Per i piccoli porti e approdi, invece, questi rifiuti vengono assimilati ai rifiuti urbani, sgravando anche in questo caso i pescatori. Si tratta di un risultato importantissimo che mette la Liguria in una posizione di avanguardia rispetto a tutta Italia.”