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Centri per minori, Pastorino: “ALiSa consenta ai ragazzi di andare a scuola in autonomia”

Il capogruppo di Linea Condivisa: "L'obbligo all'accompagnatore è discriminatorio e causa notevoli difficoltà agli operatori sociali".

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“A.Li.Sa. permetta ai ragazzi ospiti dei centri per minori di recarsi a scuola in autonomia, senza l’obbligo di accompagnamento da parte di un educatore o un operatore sociale”: lo chiede il capogruppo di Linea Condivisa Gianni Pastorino, vicepresidente della commissione regionale sanità, con una lettera inviata quest’oggi al commissario straordinario di A.Li.Sa Locatelli.

“Per ragioni legate all’emergenza covid, la delibera di A.Li.Sa. 232/2020 stabilisce che i minori di 14 anni, ospiti delle comunità residenziali sociosanitarie, possano uscire dalle strutture solo con l’accompagnamento di un operatore, che deve garantire l’utilizzo delle misure di protezione –spiega Pastorino – Tradotta nella gestione dei centri per minori, ora questa misura obbliga gli educatori ad accompagnare e ad andare a prendere a scuola tutti i minori loro affidati. Un problema non da poco, per strutture in carenza d’organico”.

“Non comprendiamo i motivi di questa scelta, che finisce per provocare notevoli difficoltà. Infatti, per essere rispettata, richiede un notevole incremento delle risorse umane e finanziarie; e non ci risulta che le istituzioni competenti abbiano previsto alcuno strumento ausiliario, né umano, né economico –chiarisce Pastorino -.La situazione è ulteriormente aggravata dall’orario scolastico attualmente in vigore, con ingressi scaglionati e diversificati a seconda dell’istituto. Risultato: gli operatori sociali sono costretti a un insensato tour de force da una scuola all’altra”.

“Ma è anche una scelta discriminatoria: perché questi ragazzi non possono uscire in autonomia? Cosa li differenzia dai loro coetanei, rispetto all’osservanza delle misure covid? – evidenzia Pastorino – Chiediamo che A.Li.Sa. riveda questa direttiva, così da consentire a operatori e educatori di affrontare al meglio la ripresa delle scuole, ma anche per garantire ai minori affidati ai servizi sociali di poter uscire in autonomia, se l’età lo consente, analogamente ai loro coetanei. Oppure, se A.Li.Sa. vuole ostinarsi su questa posizione assurda, che almeno fornisca gli strumenti economici per attuarla anziché rovesciarla sulle strutture di accoglienza”.

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